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Anoressia Nervosa (AN), Bulimia Nervosa (BN), Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati (DCANAS) e Binge Eating Desorder (BED), hanno una genesi multifattoriale, che coinvolge la sfera pulsionale dell'individuo, l'ambiente, e fattori di ordine medico che possono agire da cofattori e/o da elementi scatenanti, come le malattie endocrine o metaboliche. Studi scientifici dimostrano che il tasso di incidenza tende ad aumentare e l'età di insorgenza tende a diminuire, coinvolgendo la fase della preadolescenza. L'adolescenza è una fase critica della vita dell'individuo, dove insorgono preoccupazioni, ideali, ansietà, il confronto con i cambiamenti legati all'aspetto fisico, cognitivo e sociale. Il corpo è il grande protagonista, con le sue trasformazioni e l'irrompersi della sessualità. I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano un agito sul proprio corpo, un modo per comunicare un disagio psicologico. I DCA possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica e psichica, senza derivare necessariamente da malattie organiche e psichiatriche note. Nello sviluppo dei DCA alcuni fattori giocano un ruolo importante sulla vulnerabilità biologica e psicologica al disturbo: fattori predisponenti quali fattori genetici (familiarità per i disturbi d'ansia e disturbi ossessivo-compulsivi), fattori individuali (disturbi dell'umore e di personalità) e culturali (influenza dei coetanei, della famiglia e dei media); fattori scatenanti quali traumi, situazioni di stress, malattie intercorrenti, fallimenti sportivi, scolastici e sentimentali; fattori perpetuanti (eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee, iperattività, abbuffate, vomito) che consentono la formazione di un circolo vizioso che sviluppa e mantiene la malattia.
Un recente studio effettuato presso l'Azienda Ospedaliera San Martino di Genova, su adolescenti e giovani affetti da queste patologie ha indicato dei dati importanti, che riporto di seguito. Si confermava la prevalenza nel genere femminile, anche se la percentuale maschile denotava una certa diffusione in questo sesso, soprattutto per l'AN e il BED. E' noto infatti che la ricerca del consenso sociale è oggi una necessità, e ciò chiede soprattutto a una donna di mettersi a dieta, eliminare il grasso, i "cuscinetti e rotolini", per non essere giudicata inaccettabile. Essere magra per una donna oggi significa sentirsi di essere bella, accettata, desiderabile, vincente e potente. I soggetti maschili affetti da AN invece, presentano aspetti sintomatologici diversi: sono afflitti da maggiori preoccupazioni inerenti al cibo e al peso, ricorrono a svariati sotterfugi per evitare di mangiare, abusano maggiormente di purganti, presentano una spiccata tendenza all'iperattività, con conseguenti alterazioni fisiche e squilibri elettrolitici. Sono però meno insoddisfatti del proprio corpo, più rivolti alla forma in termini di maggior muscolarità e perdita di grasso e con una condotta alla magrezza più contenuta. Gli adolescenti (12-18 anni) erano più numerosi, confermando come questo sia il periodo della vita più vulnerabile per lo sviluppo di queste patologie e come spesso si verifichi il passaggio da un tipo di disturbo all'altro. Di frequente riscontro è stata la condizione di sovrappeso o di obesità nella loro infanzia, rilevabile per lo più nel BED. Nei bambini in età scolare e negli adolescenti, l'obesità rappresenta spesso uno stato di grande sofferenza psicologica. Un bambino che si ritenga colpevole del proprio sovrappeso e incapace di risolvere il problema può sviluppare vissuti depressivi profondi: l'insoddisfazione del peso e la spinta a dimagrire sono tanto più precoci, soprattutto se accompagnate da una storia di dolorose esperienze di derisione. Molte persone affette da DCA presentano una storia di disturbi dell'umore, soprattutto di depressione maggiore e disturbi d'ansia. Spesso si riscontrano anche fobie o disturbi da panico, disturbi di personalità ossessivo-compulsiva e disturbo borderline di personalità. Un altro aspetto peculiare di questi pazienti, è il perfezionismo, specie nei giovani anoressici. Per "perfezionismo" si fa in genere riferimento all'abitudine a domandare a sè stessi e agli altri una performance di qualità maggiore rispetto a quella richiesta dalla situazione, alla tendenza a stabilire standard elevati, impossibili da raggiungere: il cosidetto "perfezionismo malato" porta a sviluppare stress a lavoro, a scuola, oscillazioni dell'umore, solitudine e difficoltà a formare ralzioni strette, eccessiva frustrazione, rabbia e conflitti nelle relazioni personali, problemi nell'apprendere da critiche, fallimenti ed errori, difficoltà nello sperimentarsi in compiti difficili. La maggior parte dei pazienti di questo studio riportava una visione alterata di sè e un'insoddisfazione corporea marcata: questo conferma la tendenza a voler attingere da modelli proposti dalla società, come sinonimo di bellezza assoluta. Frequente è stato il riscontro di allergie, che probabilmente costringe la persona a porre una spiccata attenzione agli atti della vita quotidiana e la predisposizione ad un maggior rigido controllo. Tra gli eventi negativi che, oltre ad aver minacciato l'integrità di questi pazienti, hanno agito come fattori scatenanti si sono evidenziati: la separazione dei genitori, il disagio familiare, le delusioni sentimentali, il tentato suicidio, l'essere adottato o affidato ad un educatore, la mancanza di amici, l'anzianità dei genitori, le prese in giro, l'interruzione volontaria di gravidanza, il trauma cranico, i problemi lavorativi, l'influenza di amici affetti da DCA, i lutti e gli abusi sessuali. Relativamente ai fattori socioculturali, sono stati rilevati l'abuso di alcol e/o di droga. Tra gli sport più praticati emergevano la palestra, il nuoto, la danza, la ginnastica artistica e l'atletica, tutte attività che richiedono una particolare attenzione alla forma fisica e al peso per ottenere un livello ottimale di prestazione. L'alta incidenza di depressione e ansia in famiglia e soprattutto tra i genitori, ha confermato l'importanza dell'influenza genetica. Ci sono stati casi in cui la sorella o la madre hanno sofferto di DCA; anche il sovrappeso o l'obesità dei familiari si correla con l'insorgenza di DCA, soprattutto del BED, dove la componente ereditaria materna sembra avere un ruolo predominante. Nello studio prevalevano soggetti con fratelli o sorelle rispetto ai figli unici. In alcuni casi si osserva come la sorella affetta da anoressia nervosa, percepisca un controllo materno maggiore, percepisca più antagonismo, gelosia e invidia nei confronti della sorella non affetta dal disturbo. Relativamente ai fattori familiari, il rapporto coi genitori è risultanto tendenzialmente scarso, conflittuale e problematico, mentre nei BED tendenzialmente buono. Le teorie più note sostengono che vi sia un alterato rapporto madre-figlia, o una madre predominante iperprotettiva, intrusiva e padre tendenzialmente passivo e assente. Per quanto riguarda lo stato economico, le famiglie di questi pazienti presentavano una situazione economica buona e raramente problematica e appartenevano a una classe sociale medio-alta. Questo studio ci conferma l'importanza di lavorare per la prevenzione dei DCA, con lo scopo di individuare precocemente i pericolosi segni e sintomi di tale disturbo. Bibliografia: "Cause di insorgenzadei disturbi del comportamento alimentare nei giovani: indagine cnoscitiva su un campione di adolescenti e giovani " A. Campostano, M. Cornicelli
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